Jeffrey Eugenides, The Virgin Suicides

Ho appena finito di rileggere, questa volta in lingua originale, The Virgin Suicides di Jeffrey Eugenides.

L’autore, innanzitutto. L’ho conosciuto al Festivaletteratura di Mantova, dove stava presentando il suo ultimo romanzo, Middlesex, qualche anno fa. Un uomo molto in gamba, molto simpatico, molto colto. Middlesex è un libro ben scritto, originale come storia, si legge volentieri.

Conquistata anche dalla sua figura, sono andata a prendere Le vergini suicide (Mondadori).

È un libro stupendo, nonostante il soggetto della storia (chiaro fin dalla prima riga) al primo impatto possa bloccare: narra di 5 sorelle, nella tipica periferia americana, che, una dopo l’altra, si suicidano.

Detto così, sembrerebbe abbastanza deprimente. In effetti un po’ lo è.

Ma Eugenides è riuscito a trattare un simile argomento in modo originale e appropriato: la voce narrante è corale, sono i ragazzi del paese che seguono la vicenda di giorno in giorno nel suo svolgersi, e a distanza di anni, ancora ossessionati. Questa dimensione corale è molto particolare e interessante, e ho pensato avesse la sua influenza nelle origini greche dell’autore. Fra l’altro, mi ha anche ricordato un libro che ho appena letto, La ballata di John Reddy Heart di Joyce Carol Oates. Altre somiglianze con questo romanzo sono nella figura drammatica dell’eroe (Johnny da un lato e le sorelle Lisbon dall’altro), e nel bisogno ancora più forte da parte del “coro” di avere questa figura dell’eroe fra di loro, incomprensibile, ma necessaria.

Il tutto, con un distacco cinico molto toccante.

Da questo libro è stato anche tratto un film, di Sofia Coppola. La trasposizione cinematografica di un romanzo non è facile, ma in questo caso è ben riuscita: molto legata al testo, ma rende bene, soprattutto l’atmosfera.

Da ultimo, una nota sulla copertina dell’edizione americana: bellissima.

3 comments
  1. dubh said:

    Assolutamente d’accordo =)

  2. Baby said:

    Ho letto questo romanzo da poco e mi ha coinvolto a tal punto che appena avevo 5 minuti mi mettevo a leggere…bravo l’autore, con il suo “distacco” che aiuta a non rendere il racconto troppo drammatico, anche se lo è. Interessante il non riuscire a decifrare i segnali delle sorelle, i motivi veri dei suicidi…

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: