Dai Alessandro, non ti arrabbiare

Da quel poco che ho letto di Baricco, l’impressione che mi sono fatto è che sia uno scrittore con moltissima tecnica, ma non altrettanto talento. Ma ho apprezzato la sua recente lamentela su Repubblica.

Avrei dovuto stare zitto (magari distraendomi un po’ ripassando il mio estratto conto, come sempre mi suggerisce, in occasioni come queste, qualche giovane scrittore meno fortunato di me), e lasciar passare un po’ di tempo. Poi un giorno, magari facendo un reportage su, che ne so, il Kansas, staccare lì una frasetta tipo “questi rettilinei nella pianura, interminabili e pallosi come un articolo di Citati”. Il mio pubblico avrebbe gradito. Poi, un mesetto dopo, che so, andavo a vedere la finale di baseball negli Stati Uniti, e avrei sicuramente trovato il modo di chiosare, in margine, che lì si beve solo birra analcolica, “triste e inutile come una recensione di Ferroni”. Risatine compiacenti. Pari e patta. E’ così che si fa da noi. Pensate che animali siamo, noi intellettuali, e che raffinata lotta per la vita affrontiamo ogni giorno nella dorata giungla delle lettere…

Cari critici, ho diritto a una vera stroncatura

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