La regina delle compilation: contaminazioni fra letteratura e musica [di Andrea]

Creare una compilation è un’attività decisamente difficile che richiede le stesse doti di un mosaicista: creatività, senso estetico, pazienza, minuziosità e precisione. 

Si parte con una vaga idea del progetto che è necessario mettere a fuoco, sin dall’inizio, per non correre il rischio di disperdere energie e tempo in direzioni non proficue. 

Le domande fondamentali da tenere sempre a mente sono: chi è il destinatario e qual è l’occasione/l’obiettivo della compilation. 

È altresì importante l’apporto creativo ed emotivo del creatore che deve mettere nella scelta antologica dei brani un po’ di se stesso, senza tenere esclusivamente conto dei gusti musicali del destinatario, tanto più se non li conosce alla perfezione. 

In questo modo la compilation non sarà un freddo collettame di canzoni, ma una rappresentazione viva in musica di personalità, aspirazioni e sentimenti differenti. 

La pianificazione, una volta individuato il supporto su cui incidere i brani e definite le sue caratteristiche (ad esempio cd della durata di 80 minuti), deve avvenire rigorosamente a tavolino con matita, carta e gomma a disposizione, come se si stesse lavorando ad un cartone di preparazione al mosaico vero e proprio. 

La fase organizzativa parte con la scelta dei soggetti da rappresentare, ovvero degli artisti da includere nel disco. 

Per ogni soggetto poi si devono individuare le tessere più adatte a ritrarlo, sempre in funzione del destinatario e dell’occasione/obiettivo della compilation. Inutile esplicitare che ogni tessera è una canzone da inserire nell’antologia, una nuance, una sfumatura che rende il mosaico più prezioso. 

Una volta avvenuta la scelta delle canzoni, è necessario verificare se la durata è compatibile con il supporto di incisione. Avrebbe senso progettare un mosaico splendido e ricco per scoprire all’atto pratico che lo spazio a nostra disposizione è solamente la metà di quanto sarebbe necessario per realizzare compiutamente il progetto? 

Limate le durate delle canzoni o addirittura modificata la scelta dei brani senza cercare di snaturare l’armonia complessiva, è infine necessario decidere, sempre a tavolino, la sequenza di registrazione dei pezzi. 

Se in un mosaico le tessere fossero disposte a caso, l’arte stessa del mosaicista non avrebbe più senso. Tutto il tempo passato a scegliere i soggetti, gli elementi decorativi e le tonalità più idonee sarebbe perso se le figure fossero composte con un collage casuale di tessere e colori. È per questo che anche per ottenere una buona compilation l’ordine delle canzoni è l’elemento determinante. 

La regola da seguire è il principio dell’“alternanza emotiva”: creare un climax ascendente e poi aprire una parentesi rilassante; quando l’ascoltatore si è abituato a questo clima disteso, salire nuovamente. Si tratta di una sorta di movimento sinusoidale che ha nell’impatto emotivo dirompente della musica il suo elemento scatenante. 

Per comunicare sensazioni forti al pubblico, come si evince da queste poche righe, è necessario che anche il più piccolo dettaglio sia fuso in un insieme complessivo di armonia. 

L’ultimo punto da considerare è un elemento che solo pochi rispettano compiutamente: si può definire la “regola dell’imperfezione”. 

A Porto sorge il Palacio da Bolsa, ovvero la sede della vecchia borsa in cui, quando il Portogallo era il paese leader dei commerci via mare, si negoziavano ogni genere di prodotti e di ricchezze. In questo palazzo imponente, dallo stile sobrio e severo, si trova una sala da ballo magnifica: il Salao Arabe. Si tratta di un salone arabescato in stile medio orientale con le pareti dipinte in oro su cui compaiono migliaia di cartigli di pietre preziose con inscritti versetti del Corano. È un luogo mistico e fuori dal tempo che ancora oggi desta meraviglia assoluta per la raffinatezza e l’apparente perfezione delle proporzioni e delle decorazioni e per la sorpresa che coglie ogni visitatore, impreparato ad immergersi in una sala da mille e una notte incastonata in un palazzo occidentale e neoclassico. Se però si analizza il salone con cura estrema ed occhio razionale, ci si rende conto di un’imperfezione incredibile. I battenti dell’unica porta di ingresso, infatti, sono asimmetrici rispetto alla diagonale che divide l’ovale della stanza in due parti identiche. La ragione di un errore così madornale, commesso appositamente dagli architetti, risiede nel fatto che solo Allah è perfetto. 

Nulla di umano lo può essere, nemmeno la cosa più splendida. 

Anche la compilation migliore, quindi, deve seguire questo dettame spirituale. 

 

Ecco una serie di contaminazioni tra letteratura e musica. 

Diciotto titoli che si abbinano in modo più o meno esplicito ad altrettante canzoni scelte sulla base dei principi esposti per creare la regina delle compilation. 

Un gioco di affinità tra libri e musica per scoprire se anche voi percepite, nello stesso mio modo, le connessioni magiche tra pagina scritta e melodia tra le storie create da questi autori e le canzoni scritte dai musicisti proposti. 

Amore Mio Infinito (Einaudi) Nove A.: Just Like Heaven, The Cure 

Un Ragazzo (Guanda) Hornby N.: The Engine Driver, The Decemberists 

Il Gioco Del Rovescio (Feltrinelli) Tabucchi A.: Older Chests, Damien Rice 

Sotto La Pelle (Einaudi) Faber M.: Feelin’ Oblivion, Turin Brakes 

Il Banchiere Dei Poveri (Feltrinelli) Yunus M.: Jesus Etc, Wilco 

Evgenij Onegin (Bur) Puskin A.: A Stone, Okkervil River 

Da Dove Sto Chiamando (Minimum Fax) Carver R.: Round Here, Counting Crows 

L’uomo Dei Dadi (Marcos Y Marcos) Rhinehart L.: Sad House Daddy, Hawksley Workman 

L’amore Dura Tre Anni (Feltrinelli) Beigbeder F.: Meadowlake Street, Ryan Adams 

Fare L’amore (Nottetempo) Toussaint J.P.: Guess I’m Doing Fine, Beck 

Il Vagabondo Delle Stelle (Adelphi) London J.: Sky Phenomenon, Jens Lekman 

Il Meglio Che Possa Capitare A Una Brioche (Feltrinelli) Tusset P.: Lord Anthony, Belle and Sebastian 

Le Finestre Di Fronte (Adelphi) Simenon G.: Something Vague, Bright Eyes 

La Parte Dell’altro (E/O) Schmitt E.E.: The Dress Looks Nice On You, Sufjan Stevens 

Giuliano (Fazi) Vidal G.: Walking To Hawaii, Tom McRae 

Baciarsi A Manhattan (Einaudi) Schickler D.: Shine, David Gray 

Mercurio (Voland) Nothomb A.: Thinking About You, Radiohead 

La Ragazza Dello Sputnik (Einaudi) Murakami H.: Oh Yoko, John Lennon

4 comments
  1. michela said:

    come la spiegheresti l’accoppiata Radiohead + Nothomb?🙂

  2. notevole lo sforzo; mi inchino davanti a tanta immaginazione; tra l’altro, molti dei musicisti e alcuni scrittori mi sono sconosciuti. Tra l’altro, secondo me, è vano provare a spiegare le relazioni.

    ciao

    _L

  3. Andrea said:

    Ciao,
    l’accostamento lo spiegherei con questi elementi.
    Si tratta di una canzone scarna, semplice, immediata. Arrangiamento ridotto al minimo, chitarra acustica, voce di Thom tirata al massimo, testo struggente d’amore. Anche Mercurio della Nothomb, come tutti i suoi libri, ha un’apparenza leggera, semplice, immediata che nasconde abissi bui ed inquietanti. E’una storia di mistero che, partendo da una serie di ingredienti apparentemente classici e quasi stereotipati, riesce a sviluppare un intreccio insolito e mozzafiato per offrire una riflessione sulla relatività dei sentimenti, sulla potenza e sull’esclusività dell’amore che può trasformare ciò che è bene in apparenza in un male sublime e ciò che in apparenza è male nel bene più assoluto. Una canzone ed un libro che attraverso la sincerità di musica e letteratura, senza usare grandi artifici, riescono a comunicare emozioni enormi.

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