Capote, fuori dal film

Di Antonio Carnevale
 
Philippe Seymour Hoffman fa rivivere il celebre scrittore sul grande schermo. E gli somiglia tanto che vince l’Oscar. Ma al cinema non si dice tutto sull’autore di “A sangue freddo”. Per saperne di più arriva in Italia una biografia. Pettegola, divertente e tragica come era il geniale Truman.

Sei parole possono cambiare la vita di un uomo. “Uccisi contadino e la sua famiglia”. Il trafiletto del New York Times stravolse l’intera esistenza di Truman Capote, uno dei più grandi scrittori in lingua inglese del Novecento. Quel trafiletto lo portò a scrivere A sangue freddo, il suo romanzo capolavoro; lo fece diventare ricco e celebrato in tutta l’America e l’Europa; ma segnò anche l’inizio del suo declino umano e psichico. Fino a impedirgli di concludere qualsiasi altra opera letteraria. E a rimanere prigioniero di incubi, alcol, cocaina e psicofarmaci, fino alla tomba.”

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2 comments
  1. luiginter said:

    beh. bello l’articolo.
    Anche se secondo me le biografie degi scrittori finiscono con il farceli amare meno di quanto non gli amassimo prima di conoscerli così nell’intimo. _A sangue freddo_ è sicuramente uno dei più bei libri che abbia mai letto (due volte); Capote però è insopportabile: anzi, a dirla tutta, la sua personalità mi interessa infinitamente meno della sua scrittura, che è, quella sì, “Larger than life”.
    Non ho letto la biografia scritta da Clarke, mi basta il film _Capote_: *grande film* certo, ma credo – voglio – che nel tempo rimarrà impressa in mente la scrittura di Capote, non la sua faccia, la sua voce, il cappotto cammello, la mano che regge il bicchiere nei salotti – altrettanto insopportabili – letterari di new york.

    Anni fa lessi una biografia di Faulkner, scrittore amatassimo: mi fece lo stesso effetto: lui era così spesso meschino e presuntuoso; i suoi libri sono fantastici, inarrivabili. Lascio dunque perdere le biografie degli scrittori. Mi limito a leggere i loro scritti.

    Infine, a proposito di film e Truman Capote e _A sangue freddo_: preferisco il film di Richard Brooks, A sangue freddo, più di questo nuovo. E’ del 1967 , è agghiacciante e preciso come il romanzo. E Capote, che s vede poco, è perfino sopportabile.

    baci e buone letture
    _L

  2. un passante said:

    assolutamente d’accrodo con _L. e come dice Achille Bonito Oliva: “Rispetto all’opera d’arte, l’artista è un errore biologico”

    A.

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