Il Sacro Graal

Sull’inserto culturale di sabato scorso della Repubblica c’era una racconto inedito dello scrittore Bjorn Larsson (di cui prometto di parlare a breve, perché merita), non molto originale, a mio vedere, ma che mi ha fatto riflettere.

Il racconto è incentrato sulla figura di un filologo di francese antico, deluso dalla scarissima considerazione che la sua materia ha in ambito accademico, che decide di far vedere al mondo quanto questa, invece, sia importante. Come? Scoprendo la vera storia del Sacro Graal. Il raccontino termina con la scoperta del vero manoscritto, che però lo studioso decide di lasciare nascosto.

Nelle poche righe del brano viene citato più volte Dan Brown e il suo Codice da Vinci. Il Sacro Graal, ormai, viene associato a lui??

Confesso di aver letto Il Codice da Vinci: dopo averlo criticato per partito preso, ho pensato che fosse più onesto avere delle basi per parlarne male. L’ho trovato terribile, una scrittura da film di Hollywood, un tono saccente veramente fastidioso, forse scritto per un pubblico che non ha mai sentito parlare di Leonardo da Vinci o del Louvre.

Anche banale, poi. Fra l’altro, non è neppure originale. Qualche anno prima era uscito Il cerchio si chiude, dello scrittore norvegese Egeland, edito in Italia da Bompiani. La trama non è molto diversa: un archeologo alle prese con un mistero che sconvolgerà il mondo: il Sacro Graal indica la discendenza umana di Gesù. La storia (e questa teoria) è affascinante, lo stile è coinvolgente, colto ma non fastidioso, spiritoso. Il protagonista, l’archeologo albino, è molto simpatico.

Per chiudere, entrambi i romanzi si sono comunque ispirati a un saggio: Il Santo Graal – Una catena di misteri lunga 2000 anni, di Baigent, Leigh, Lincoln, edito da Mondadori. Ce l’ho sul comodino…

4 comments
  1. un passante said:

    The Da Vinci Code. Nuovo giallo.
    Ormai si sa. Gli autori di Holy blood and holy grail, pubblicato vent’anni prima del Codice da Vinci, hanno fatto causa a Dan Brown accusandolo di plagio. E hanno perso. Va bè. Ma la novità consiste in un nuovo mistero. Il giudice che ha emesso la sentenza non si è limitato a giudicare i fatti. Si è fatto prendere un po’ la mano. E ci ha voluto mettere del suo. Ha disseminato il verdetto con 38 parole scritte in corsivo e sparse a capocchia nel testo. Lo stesso giudice ha ammesso che si tratta di un vero messaggio cifrato. E al New York Times la cosa è piaciuta tanto che ha deciso di mettere in copertina chi riuscirà a decifrare il contenuto del testo. Se volete mettervi alla prova, scrivete al giornale americano. Ma badate che anche in questo post…

  2. Beppe said:

    Ho letto tutti i libri di Bjorn Larsson, ma questo racconto pubblicato da Repubblica mi è sfuggito e mi farebbe molto piacere poterlo leggere: è possibile reperirlo in qualche modo ?!
    Grazie
    Beppe

  3. Aurelio said:

    Da oltre 20 anni faccio ricerche mirate sulla cronologia dell ántico Egitto, la storia del Graal inizia proprio qui ed e’un segreto religioso che solo una manciata di persone conosce..
    il Graal non e’di materia tastabile ma tutta via e’visibile per coloro che ne conoscono la natura…. I templari conoscevano il segreto del Graal e forse fu proprio per questo che vennero praticamente sterminati… non e’mia intenzione svelarne il segreto, nemmeno Brown lo conosce anche se cerca di dare una spiegazione… Aurelio

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