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Iperborea

L’altro giorno, cercando un libro, me ne sono capitati sotto mano alcuni che avevo messo da parte nella libreria, tutti vicini, senza motivo apparente. Perché erano lì, e non al loro posto divisi per genere e provenienza? Perché sono tutti autografati. E allora mi sono domandata: ho perso gli autografi dei giocatori dell’inter, ma ho messo da parte questi libri. Sono così preziosi? Forse sì.

Mi ricordo di averne comprati ben due a causa della firma o della presenza dell’autore che mi ha fatto la dedica sul momento, in librerie o a fiere del libro. Come il primo della collezione, Middlesex di Eugenides. Poi si è rivelato stupendo, tanto meglio. O come quelli di Pinketts, Soriga e Di Cara al Festival del Giallo: io volevo quello di Santo Piazzese, ma mi sembrava poco carino fiondarmi solo su di lui…

I più belli sono quelli degli autori Iperborea: avendo lavorato 3 mesi lì, me li hanno fatti con calma, dedicandomi tempo e chiacchiere. Vilhjámsson addirittura anche un disegno. Larsson una dedica poetica: “A Julia, per scoprire il segreto della vita”.

Il più prezioso, però, rimane quello di Cunningham su Giorni memorabili: lo aspettavo da anni, un grande uomo e un grande scrittore.

Ma forse gli autografi fanno questo effetto non solo su di me: ne ho due di Andrea Vitali a mio nome, ma fatti da mia madre che con la scusa della figlia timida, è riuscita ad avvicinarsi a lui.

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