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Nothomb

Ho appena letto l’ultimo libro di Amelie Nothomb.

Confesso di essere una sua affezionata lettrice: l’anno scorso mi è capitato fra le mani, per caso, un suo libro, e mi ha subito conquistata. Per un certo periodo, ho divorato un volume dopo l’altro. Sono tutti romanzi brevi, in Italia pubblicati dalla Voland, e alcuni anche da Guanda. Ogni anno, puntuale, ne esce uno nuovo.

Della Nothomb mi piace il cinismo, il suo sguardo acuto e pungente, il suo sarcasmo e ironia.

Ha anche una storia molto interessante: belga, figlia di un diplomatico, è nata in Giappone, dove ha vissuto qualche anno, in Cina, Stati Uniti, Laos, Bangladesh. Fra i romanzi che mi sono piaciuti di più, quelli in cui ricorda la sua infanzia, come Metafisca dei tubi e Sabotaggio d’amore.

Quest’ultimo uscito da poco in libreria si chiama Acido solforico, e la storia è veramente agghiacciante.

Racconta di un reality show televisivo, Concentramento, il cui format richiama proprio quello dei campi di concentramento nazisti. Prigionieri che devono sopravvivere, aguzzini che li controllano, il pubblico (numerosissimo) da casa che decide la vita o la morte dei partecipanti con il televoto.

In questo clima surreale, emergono due figure di ragazze, una progioniera e un’aguzzina.

Lascio a voi la continuazione della storia.

Concludo esprimendo il mio ennesimo giudizio positivo dei confronti della Nothomb: a partire da una trama agghiacciante come questa, getta il suo sguardo ironico sul nostro mondo. E, a modo suo, coglie tante piccole verità.

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Creare una compilation è un’attività decisamente difficile che richiede le stesse doti di un mosaicista: creatività, senso estetico, pazienza, minuziosità e precisione. 

Si parte con una vaga idea del progetto che è necessario mettere a fuoco, sin dall’inizio, per non correre il rischio di disperdere energie e tempo in direzioni non proficue. 

Le domande fondamentali da tenere sempre a mente sono: chi è il destinatario e qual è l’occasione/l’obiettivo della compilation. 

È altresì importante l’apporto creativo ed emotivo del creatore che deve mettere nella scelta antologica dei brani un po’ di se stesso, senza tenere esclusivamente conto dei gusti musicali del destinatario, tanto più se non li conosce alla perfezione. 

In questo modo la compilation non sarà un freddo collettame di canzoni, ma una rappresentazione viva in musica di personalità, aspirazioni e sentimenti differenti. 

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